Gennaio è il mese delle ripartenze, ma anche delle sperimentazioni.
Tra i buoni propositi e la voglia di rimettersi in ascolto dopo le feste, sempre più persone scelgono di dedicare questo periodo a un modo diverso di vivere la cucina. È qui che entra in gioco il Veganuary: un invito a provare, per tutto il mese di gennaio, un’alimentazione completamente vegetale.
Non è solo un’occasione per cambiare menù, ma un momento per osservare come ci si sente mangiando in modo diverso, per riflettere sul proprio rapporto con il cibo, con l’ambiente e con gli animali. Un’esperienza da vivere con curiosità e senza rigidità, perché non esiste un modo “giusto” di partecipare: c’è solo la voglia di scoprire nuovi sapori.
E la buona notizia è che non serve guardare lontano: la cucina tradizionale italiana è già ricca di piatti naturalmente vegetali, gustosi, nutrienti e profondamente legati al territorio.
Cos’è il Veganuary e perché provarlo
Nato nel 2014 dall’unione delle parole vegan e January, il Veganuary è oggi un’iniziativa globale che coinvolge milioni di persone ogni anno.
Partecipare non significa cercare la perfezione, ma concedersi uno spazio di esplorazione: nuovi ingredienti, nuove ricette, nuove abitudini. Un’occasione per capire se – e come – alcuni piatti vegetali possano entrare nella quotidianità anche oltre gennaio.
I motivi per provarci sono tanti: dal minor impatto ambientale di una dieta vegetale, al benessere animale, fino ai benefici per la salute, la creatività in cucina e anche per il portafoglio. Legumi, cereali e verdure sono ingredienti versatili, economici e capaci di dare grande soddisfazione a tavola.
La tradizione italiana è già (quasi) vegana
Molti piatti della nostra cucina nascono come ricette di recupero, semplici e povere, basate su ingredienti vegetali. Zuppe, focacce, creme e dolci che non prevedono carne, latte o uova, ma che non rinunciano mai al gusto.
Ecco 5 ricette della tradizione perfette per avvicinarsi alla cucina vegetale durante il Veganuary.
1. Farinata di ceci − Liguria, Toscana e oltre
La farinata di ceci è uno dei simboli della cucina ligure e toscana, ma si ritrova in molte regioni italiane con nomi diversi: cecina, torta di ceci, fainè. Preparata con una semplice pastella di farina di ceci, acqua e olio, viene cotta in forno fino a diventare dorata e irresistibile.
È un piatto essenziale e appagante, perfetto sia caldo che a temperatura ambiente, ideale per un pranzo semplice o un aperitivo informale.
2. Ribollita toscana − La zuppa che migliora con il tempo
La ribollita è una delle ricette più rappresentative della tradizione toscana. Una zuppa di pane raffermo, verdure, fagioli cannellini e cavolo nero, nata come piatto di recupero e diventata oggi un grande classico invernale.
Il suo nome racconta la sua storia: un tempo veniva riscaldata più volte e, ogni volta, diventava ancora più buona. Un piatto sostanzioso e avvolgente, simbolo di una cucina che non spreca e che sa aspettare.
3. Vignarola romana − La natura nel piatto
Carciofi, fave, piselli e mentuccia: la vignarola romana è un piatto che celebra la ricchezza della natura. Nasce come contorno, ma è così saporita da diventare facilmente un secondo piatto vegetale o un condimento per la pasta, il riso e le bruschette.
Una preparazione semplice, profumata e ricca di carattere, capace di raccontare la cucina romana più autentica.
4. Macco di fave − Una crema calda che sa di casa
Il macco di fave è una ricetta antica diffusa in diverse regioni del Sud Italia. Cremoso, caldo e avvolgente, è perfetto per le giornate più fredde. Può essere gustato come zuppa, utilizzato per condire la pasta o servito con dei crostini.
5. Pinoccata bianca − Il dolce vegano della tradizione umbra
Chi ha detto che senza ingredienti di origine animale non si possano preparare dolci golosi? La pinoccata bianca, tipica dell’Umbria, è la prova che bastano pochi elementi per ottenere un dessert irresistibile.
Pinoli, zucchero e limone si combinano per realizzare barrette croccanti e profumate. Attenzione perchè una tira l’altra! Perfette per concludere i pasti con semplicità.
Organizzare la cucina vegetale con i contenitori Gio’Style
Sperimentare la cucina vegetale, soprattutto durante il Veganuary, significa spesso cucinare di più, preparare in anticipo e gestire ingredienti diversi dal solito. Legumi secchi, cereali insoliti, verdure di stagione e piatti pronti fatti in casa diventano parte della quotidianità, ed è qui che l’organizzazione fa davvero la differenza.
I contenitori per alimenti Gio’Style permettono di conservare i piatti preparati in frigorifero o nel freezer e di riscaldarli facilmente quando serve. Le versioni in vetro, eleganti e trasparenti, sono ideali anche per il forno e il microonde, mentre quelle in plastica leggera si adattano perfettamente per la refrigerazione ad uso quotidiano.
Anche la dispensa gioca un ruolo fondamentale. I contenitori per dispensa Gio’Style, grazie alla chiusura ermetica e alla trasparenza, aiutano a tenere tutto sotto controllo, dalle scorte alle scadenze: legumi, farine, cereali e semi restano freschi più a lungo, sempre visibili e facilmente accessibili. Un modo semplice per evitare sprechi e rendere la cucina più funzionale.
Perché avvicinarsi alla cucina vegetale è anche questo: organizzare meglio, scegliere con più consapevolezza e trasformare ogni gesto quotidiano in una buona abitudine.








